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Comunicato di un gruppo di detenuti del CIE di Ponte Galeria (Roma)

A tutte le persone che vivono in questo paese
A tutti coloro che credono ai giornali e alla televisione
Qui dentro ci danno da mangiare il cibo scaduto, le celle dove dormiamo hanno materassi vecchi e quindi scegliamo di dormire per terra, tanti tra di noi hanno la scabbia e la doccia e i bagni non funzionano. La carta igenica viene distribuita solo 2 giorni a settimana, chi fa le pulizie non fa nulla e lascia sporchi i posti dove ci costrigono a vivere. Il fiume vicino il parcheggio qui fuori è pieno di rane e zanzare che danno molto fastidio tutto il giorno, ci promettono di risolvere questo problema ma continua ogni giorno. Ci sono detenuti che vengono dai CIE e anche dal carcere che sono stati abituati a prendere la loro terapia ma qui ci danno sonniferi e tranquillanti per farci dormire tutto il giorno. Quando chiediamo di andare in infermeria perchè stiamo male, l’Auxilium ci costringe ad aspettare e se insistiamo una banda di 8-9 poliziotti ci chiude in una stanza con le manette, s’infilano i guanti per non lasciare traccia e ci picchiano forte. Per fare la barba devi fare una domandina e devi aspettare, 1 giorno a settimana la barba e 1 i capelli. Non possiamo avere la lametta. Ci chiamano ospiti ma siamo detenuti. Quello che ci domandiamo è perchè dopo il carcere dobbiamo andare in questi centri e dopo che abbiamo scontato una pena dobbiamo stare 6 mesi in questi posti senza capire il perchè. Non ci hanno identificato in carcere? Perchè un’altra condanna di 6 mesi? Tutti noi non siamo daccordo per questa legge, 6 mesi sono tanti e non siamo mica animali per questo hanno fatto lo sciopero della fame tutti quelli che stanno dentro il centro e allora, la sera del 3 giugno, è cominciata così:ci hanno detto: "se non mangi non prendi terapie" ma qui ci sono persone con malattie gravi come il diabete e se non mangiano e si curano muoiono. Uno di noi è andato a parlare con loro e l’hanno portato dentro una stanza davanti l’infermeria dove non ci sono telecamere e l’hanno picchiato. Così la gente ha iniziato ad urlare di lasciarlo stare. In quel momento sono entrati quasi 50 poliziotti con il loro materiale e con un oggetto elettrico che quando tocca la gente, la gente cade per terra. Le guardie si sono tutte spostate sopra il tetto vicino la caserma dei carabinieri qui dentro, dove sta il campo da calcio. Dalla parte sinistra sono entrati altri 50 poliziotti. Quando abbiamo visto poliziotti, militari, carabinieri, polizia, finanza e squadra mobile ufficio stranieri (che sono i più infami) sui tetti, uno di noi ha cercato di capire perchè stavano picchiando il ragazzo nella stanza. «Vattene via sporco negro» un poliziotto ha risposto così. In quel momento siamo saliti tutti sopra le sbarre e qualcuno ha bruciato un materasso e quindi i poliziotti si sono spavenati e sono andati fuori le mura per prendere qualcuno che scappava. Da quella notte non ci hanno fatto mangiare nè prendere medicine per due giorni.Abbiamo preso un rubinetto vecchio e abbiamo spaccato la porta per uscire e quando la polizia ha visto che la porta era aperta hanno preso caschi e manganelli e ha picchiato il più giovane del centro, uno egiziano. L’hanno fatto cadere per terra e ci hanno picchiati tutti anche con il gas, hanno rotto la gamba di un algerino e hanno portato via un vecchio che la sua famiglia e i sui figli sono cresciuti qui a Roma, hanno lanciato lacrimogeni e hanno detto che noi abbiamo fatto quel fumo per non far vedere niente alle telecamere. Così hanno scritto sui giornali. Eravamo 25 persone e alcune uscivano dalla moschea lontano dal casino, mai giornali sabato hanno scritto che era stato organizzato tutto dentro la moschea e ora vogliono chiuderla. La moschea non si può chiudere perchè altrimenti succederebbe un altro casino. Veniamo da paesi poveri, paesi dove c'è la guerra e ad alcuni di noi hanno ammazzato le famiglie davanti gli occhi. Alcuni sono scappati per vedere il mondo e dimenticare tutto e hanno visto solo sbarre e cancelli. Vogliamo lavorare per aiutare le nostre famiglie solo che la legge è un po' dura e ci portano dentro questi centri. Quando arriviamo per la prima volta non abbiamo neanche idea di come èl'Europa. Alcuni di noi dal mare sono stati portati direttamente qui e non hanno mai visto l'Italia. La peggiore cosa è uscire dal carcere e finire nei centri per altri 6 mesi. Non siamo venuti per creare problemi, soltanto per lavorare e avere una vita diversa, perchè non possiamo avere una vita come tutti? Senza soldi non possiamo vivere e non abbiamo studiato perchè la povertà è il primo grande problema. Ci sono persone che hanno paura delle pene e dei problemi nel proprio paese. Per questi motivi veniamo in Europa. La legge che hanno fatto non è giusta perchè sono queste cose che ti fanno odiare veramente l'Italia. Se uno non ha mai fatto la galera nel paese suo, ha fatto la galera qua in Italia. Vogliamo mettere apposto la nostra vita e aiutare le famiglie che ci aspettano. Speriamo che potete capire queste cose che sono veramente una vergogna.

Un gruppo di detenuti del CIE di Ponte Galeria

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APPELLO DEL TEATRO DEL LIDO DI OSTIA

ASSEMBLEA CITTADINA
18 GIUGNO 2010 ORE 17.30
NON C'E' FUTURO SENZA CULTURA
(Via delle Sirene, 22 - Ostia)


Viviamo un momento storico difficile, dove la crisi economica continua a farsi sentire e non sembra darci buoni segnali. Le immagini della Grecia sono emblematiche. In tutta risposta, Il nostro governo decide di far cadere i nuovi tagli sul mondo della cultura, dopo aver colpito ricerca e istruzione. L'urgenza di questa manovra finanziaria del ministro Tremonti, tradisce quel senso di tranquillità che ci vogliono raccontare.


Sono previsti infatti il taglio dei fondi statali a 232 istituti culturali, tutti importanti, molti di fama internazionale, praticamente tutti legati per la loro sopravvivenza alle sovvenzioni statali: L'Eti, la Triennale di Milano e la Quadriennale di Roma, l’associazione musicale Giovanile (Agimus) e il museo Poldi Pezzoli. Le fondazione Arena di Verona e festival dei Due mondi di Spoleto, il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, le fondazioni Gioacchino Rossini di Pesaro, Giorgio Cini di Venezia e l’Istituto Gramsci di Roma. Ma anche la fondazione Lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari e il Gabinetto Vieusseux di Firenze. E questi sono soltanto alcuni esempi. Si parla di diverse migliaia di artisti/lavoratori sforbiciati dal governo Berlusconi.

In un quadro dove il mondo del teatro, del cinema, della danza e dell'arte, già vivevano una difficoltà per la mancanza di spazi e di fondi per poter sopravvivere, questo si configura come un colpo di grazia al mondo della cultura. I tagli al FUS erano soltanto il preludio ad una riduzione d'investimenti pubblici più generale.

Il Teatro del Lido, nella periferia di Ostia, è un altro esempio di questo attacco forte alla cultura. Un teatro, che dopo cinque anni di programmazione pubblico-partecipata, è stato chiuso dalla giunta Alemanno e che adesso vive soltanto grazie alla riapertura effettuata da un comitato formato da ex lavoratori, operatori culturali, giovani compagnie teatrali e semplici cittadini. Ormai sono tre mesi di occupazione con una foltissima programmazione straordinaria. Uno spazio che vive perchè sorretto dalla volonta comune di non perdere un luogo di aggregazione. Un teatro che resiste nell'idea che la crisi non può essere pagata dal mondo dell'arte.

E' arrivato il momento di unire le nostre vertenze e mobilitarci insieme per difenderci dai tagli che stanno facendo al mondo della cultura.


Emblematiche sono le frasi del Regista Monicelli: "Succederà che questo schermo rimarrà nero, senza immagini, senza parole. Succederà che i lavoratori di domani di cinema e televisione non avranno un futuro. Perché si sta tagliando il loro presente. Perché si stanno negando i loro diritti di studenti". Una frase che sentiamo valida non solo per il piccolo e il grande schermo ma anche per tutto il resto del mondo dello spettacolo. Colpiscono il presente e distruggono il futuro delle nuove generazioni.

In tutta risposta, il 18 Giugno convochiamo un assemblea generale per iniziare a discutere e confrontarci sul futuro del mondo della cultura. Iniziamo a costruire insieme una forte mobilitazione per difendere il nostro diritto ad esistere. Difendiamo l'idea della cultura come bene comune da rinnovare e preservare.
Difendiamoci dai tagli e dalla dismissione degli spazi teatrali. Difendiamoci dalla distruzione dei luoghi di produzione artistica.

 CONTRO TAGLI E CHIUSURA DI SPAZI: NON C'E' FUTURO SENZA CULTURA


Comitato "Riapriamo il Teatro del Lido"
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VENERDI’ 4 GIUGNO – GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE
A FIANCO DELLA FREEDOM FLOTILLA
SCENDIAMO IN PIAZZA CONTRO I CRIMINI ISRAELIANI

All’alba del 31 maggio la Marina militare israeliana ha attaccato in acque internazionali le navi della Freedom Flotilla che, con 10.000 tonnellate di aiuti umanitari e circa 700 attivisti internazionali a bordo, si dirigevano verso le coste di Gaza. L’assalto ha provocato una strage tra gli internazionali, decine di feriti e il sequestro degli attivisti; a diverse ore dall’attacco non si hanno ancora notizie sulle loro condizioni, se non che sono ancora rinchiusi nelle prigioni israeliane del deserto del Neghev.

Con l’arrembaggio delle navi della Freedom Flotilla, cariche di civili, armati unicamente della loro solidarietà alla popolazione palestinese di Gaza da tre anni sotto embargo, Israele ha compiuto un vero e proprio atto di pirateria e di palese violazione del diritto internazionale. Come durante l’operazione Piombo Fuso, che a cavallo tra il 2008 e il 2009 ha provocato l’uccisione di oltre 1.400 palestinesi di Gaza e il ferimento di oltre 5.000, lo Stato di Israele continua a ritenersi sollevato da ogni regola del diritto internazionale, fino a compiere atti di terrorismo di Stato come quello che ha violentemente bloccato le imbarcazioni della Freedom Flotilla.

Nel nostro paese, come in tutto il mondo, tante manifestazioni hanno espresso una determinata protesta contro l’arroganza e la violenza militare israeliana e contro l’atteggiamento di una comunità internazionale che continua a rendersi complice garantendo l’impunità ai crimini di un paese ancora una volta immune da atti concreti di condanna delle sue politiche. Continueremo a scendere in piazza e invitiamo alla mobilitazione in tutte le città italiane finché tutti gli attivisti internazionali sequestrati da Israele non saranno liberati.

VENERDI’ 4 GIUGNO GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE

ROMA - ORE 17,00 IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA

CORTEO FINO A PIAZZA DEL POPOLO PER CHIEDERE:

- L’IMMEDIATO RILASCIO DEGLI ATTIVISTI INTERNAZIONALI DELLA FREEDOM FLOTILLA SEQUESTRATI NELLE CARCERI ISRAELIANE

- L’IMMEDIATA INTERRUZIONE DEGLI ACCORDI DI COOPERAZIONE FRA ITALIA E ISRAELE

- BOICOTTAGGIO, DISINVESTIMENTO E SANZIONI CONTRO L’ECONOMIA DI GUERRA ISRAELIANA

- LA FINE DEL BLOCCO DI GAZA

Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese

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Appello cittadino contro lo sgombero del Vittorio Occupato

I NOSTRI DIRITTI NON SI PIEGHERANNO AI VOSTRI MANGANELLI,
LE LOTTE SOCIALI NON SI SGOMBERANO.

Dopo le famiglie dell'Idroscalo, arriva lo sgombero del collettivo
L'Officina dalla chiesetta dell'ex colonia Vittorio Emanuele. Un
enorme spiegamento di agenti in tenuta antisommossa, ha nuovamente
occupato le strade di Ostia, trasformando il territorio in una caserma
a cielo aperto. Un vero e proprio "stato di assedio" ha invaso il
lungomare, per assegnare lo spazio alla comunità di S.Egidio.

La giunta Alemanno continua la stagione degli sgomberi,
momentaneamente sospesa per le elezioni regionali, iniziando da uno
spazio di socialità e di aggregazione giovanile, punto di riferimento
per il litorale romano. Una stagione di repressione che non sembra sia
destinata a finire.

Stanno uccidendo Roma e hanno inziato a colpirla dal suo litorale,
sempre di più destinato a rappresentare il luna park estivo della
capitale: attrezzato di porto turitisto, isolette artificiali e
casinò, secondo i progetti della giunta comunale . Ma dietro la
riqualificazione, si nasconde la cancellazione di un tessuto sociale
presente sul territorio che ha bisogno di risposte a fronte di una
crisi fatta di disoccupazione, precarietà ed emergenza abitativa. .

In un contesto generale di attacco ai movimenti per il diritto
all'abitare e agli spazi sociali e a tutte quelle realtà che provano a
dare una risposta ai problemi dell'esistente, crediamo sia importante
rilanciare un percorso di confronto cittadino sulla difesa dei diritti
e degli spazi di agibilità politica dei movimenti.
Invitiamo tutte le realtà romane ad una assemblea cittadina per
cotruire una mobilitazione forte ed unitaria contro l'ondata
repressiva di sgomberi che sta avvenendo in città

Invitiamo tutti e tutte a costruire insieme la manifestazione di
Domenica 23 Maggio, per dare una risposta all'sgombero dell'ex
chiesetta di Ostia.

ASSEMBLEA CITTADINA - GIOVEDI 20 MAGGIO ORE 19.00 VOLTURNO OCCUPATO

"STOP KILLING OSTIA"

MANIFESTAZIONE OSTIA - DOMENICA 23 MAGGIO ORE 14.30 P.ZZA ANCO MARZIO

Prime adesioni: Collettivo L'Officina, Comitato "Riapriamo il Teatro del Lido".

per adesioni: officina.ostia@autistici.org

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A tutti e a tutte:
diffondete e partecipate! (nella nostra città c'è un lager!)

No borders week

SETTIMANA DI MOBILITAZIONE CITTADINA CONTRO I CIE 

Dal 21 al 29 di Maggio ci saranno per le strade di Roma diverse espressioni di protesta contro i CIE: presidi, manifestazioni, proiezioni, concerti, azioni....
La volontà è quella di portare a conoscenza della città le proteste e le lotte dei e delle migranti recluse nei CIE, che da mesi si stanno succedendo sempre con più intensità. La loro resistenza ci incoraggia e ci spinge nella nostra mobilitazione.
Le rivolte si sono sempre succedute, fin dalla creazione dei CPT, oggi CIE, ad opera di un governo di centrosinistra. Oggi, con l'approvazione
del Pacchetto Sicurezza e il conseguente aumento della detenzione da 2 a 6 mesi, le rivolte e gli episodi di autolesionismo sono aumentati.
L'esistenza di questi lager della democrazia è perfettamente funzionale al sistema capitalista, che vede le persone come merce e i migranti in
particolare come manodopera da sfruttare o rifiutare secondo le esigenze del mercato di produzione e di lavoro.
L'Europa Unita, ormai divenuta fortezza, si sostenta su queste leggi securitarie che giustificano la detenzione e l'espulsione di tutti coloro a cui non è stato concesso lo status di cittadino. Questa fortezza può reggere non solo per le leggi razziste, ma anche grazie alla paura e all'atomizzazione che impone questo sistema sociale, un sistema che ci vuole divisi tra buoni e cattivi cittadini, lavoratori e studenti, comunitari
ed extracomunitari, fomentando l'isolamento. 
I mezzi di informazione di massa creano l'allarmismo necessario e il falso consenso per far sì che sia possibile imporci la loro sicurezza: più carceri variegate e per più tempo e più polizia e militari per le strade.
Per contrastare questa società del controllo e queste istituzioni repressive e razziste, lanciamo una settimana di mobilitazione per la chiusura dei CIE dal 21 al 29 Maggio, nella quale ognuna e ognuno, individualmente o collettivamente, si possa esprimere nel modo che considera più opportuno.
La settimana verrà attraversata da un assedio sonoro davanti al Ministero degli Interni e si concluderà con un Presidio sotto il CIE di Ponte Galeria, per portare la nostra lotta sotto quelle infami mura e per far sentire ai e alle reclus* che non sono soli nella loro resistenza!
 
Per la chiusura di tutti i Cie e per dare forza e essere solidali con le lotte dei migranti!
 
27 maggio ore 16 : Assedio sonoro a piazzale Esquilino, davanti al Ministero degli  Interni

29 Maggio dalle h. 15.00 alle h.19.00: Presidio di solidarietà con i reclusi e le recluse davanti al CIE di Ponte Galeria ( appuntamento ore 14 alla Stazione Ostiense per partire tutti insieme)

NELLA TUA CITTA' C'E' UN LAGER …. 
CHIUDIAMO IL CIE DI PONTE GALERIA, CHIUDIAMO TUTTI I CIE!!!!
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A.A.A. FORTISSIMA EMERGENZA ABITATIVA

SINDACO ALEMANNO CERCASI

I movimenti per il diritto all’abitare sgomberati, rioccupano immediatamente.


I movimenti per il diritto all’abitare dopo aver subito lo sgombero in piazza maresciallo Diaz nello stabile di proprietà Inarcassa occupato nel primo pomeriggio  di venerdì da 120 nuclei familiari, la maggior parte provenienti dall’ex scuola Tommaso Grossi, non si sono spaventati. Dopo l’intervento delle forze dell’ordine avvenuto intorno alle ore 18.30, gli attivisti e le attiviste del Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa e dei Blocchi Precari Metropolitani insieme ai nuclei sgomberati hanno deciso di terminare la giornata con un tetto sulla testa.


Di fronte all’arroganza di chi continua a tenere edifici vuoti, nonostante la forte emergenza abitativa di questa città, i movimenti riprendono possesso dello stabile in via del Policlinico lasciato nel dicembre scorso. L’edificio di proprietà di un Fondo legato alla BNP Paribas era ancora vuoto e con porte finestre del primo piano murate. Questo significa che l’importante è impedire che lo spazio venga occupato e non il suo utilizzo. Dopo quattro mesi di tendopoli ed iniziative e due sgomberi sulle spalle, torniamo nel luogo da dove siamo partiti: segnale inequivocabile della latitanza delle amministrazioni locali, sindaco Alemanno in testa, che hanno avuto tutto il tempo e le occasioni per dare una risposta reale ai nuclei familiari in emergenza. Ora, dopo aver tentato tutte la altre strade immaginabili, senza nessuna alternativa, siamo di nuovo qui e non intendiamo andare via.


L’incontro con l’assessore regionale alla casa Teodoro Buontempo, fissato per mercoledì 5 maggio alle ore 16.30, sarà utile per rappresentare alla nuova maggioranza ed alla neo presidente della Regione Lazio Renata Polverini il nostro punto di vista.

Nel frattempo, con un’ amministrazione paralizzata di fronte alla crescente precarietà ed emergenza abitativa, che continua a disinteressarsi delegando al Prefetto l’apertura di un confronto con gli enti che dismettono il loro patrimonio ed aumentano in maniera esponenziale gli affitti, che a metà mandato è stata in grado di consegnare solo poche centinaia di alloggi popolari, nessuna presunta motivazione di ordine pubblico, nessuno “ spot sulla legalità” potrà giustificare ulteriori tentativi di sgombero.


Ancora una volta le argomentazioni prodotte per motivare l’intervento di polizia in largo Maresciallo Diaz non hanno convinto nessuno. Mentre un potentato come l’Inarcassa che sta taglieggiando gli inquilini con esosi aumenti d’affitto può permettersi di tenere uno stabile vuoto, la legalità è piombata a confermare la profonda ingiustizia di una città governata dai poteri forti del mattone e della speculazione.


Nel frattempo chiamiamo la città democratica, tutte le persone che pagano sulla propria pelle il prezzo della crisi e non vedono riconosciuti i propri diritti, a difendere con noi l’occupazione di via del Policlinico.

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 ..a casale c'è un nuovo albero.. un melo! 

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La Rete Sociale dell’XI Municipio sulla verità dei fatti di stanotte a Valco San Paolo e le menzogne degli squadristi di Casa Pound e della loro succursale Blocco Studentesco.

Oggi ore 14 conferenza stampa nella sala consiliare XI Municipio in via B. Croce 50.

LOCANDINARETE

Roma, 14 Aprile. La notte tra il 13 e il 14 aprile la rete sociale dell’XI municipio, rete plurale di associazioni, centri sociali, movimenti per il diritto all’abitare e collettivi studenteschi del territorio, mentre attacchinava i manifesti per la campagna referendaria per l’acqua pubblica e i manifesti dei collettivi studenteschi impegnati nella campagna elettorale universitaria, ha incontrato in zona Valco San Paolo un gruppo di militanti di estrema destra appartenente al Blocco Studentesco alias Casapound che si aggiravano armati di mazze chiodate, catene e bastoni fra i quali indubbiamente vanno annoverati quelli poi sequestrati, abbandonati per strada, dalle forze dell’ordine. Dopo aver più volte chiesto ai neofascisti di allontanarsi da un quartiere che in più occasioni ha dimostrato la sua natura antifascista e che troppo spesso è stato teatro, specie dentro e intorno all’ateneo di Roma 3, di aggressioni degli squadristi, siamo stati attaccati da una formazione paramilitare che ha rivelato gli stessi protagonisti e le stesse modalità del noto episodio dell’attacco all’Onda in Piazza Navona nel 2008.

 

La vittoria della destra alle ultime elezioni regionali ha rafforzato la convinzione di questi gruppi, che hanno le loro rappresentanze istituzionali all’interno del Pdl capitolino, di godere d’una totale impunità in forza dell’ampia copertura politica nelle istituzioni, come apparso già durante la campagna elettorale con i sanguinosi raid nell’ateneo di Tor Vergata da parte di Blocco Studentesco e di noti esponenti della sua casa-madre ossia Casapound, così come con la più folkloristica parata allestita nel quartiere Esquilino alla vigilia della “festa del Pdl” per la vittoria di Renata Polverini che ha sollevato proteste dei residenti. Non è dunque un caso che sia la stessa Casapound Italia, che si prepara a schierare le sue forze e a coinvolgere il Pdl nella marcia nazionale lanciata per il 7 maggio a Roma sotto le mentite spoglie di Blocco studentesco, a intervenire adesso sulla vicenda chiamando in causa sindaco della Capitale, neopresidente della Regione Lazio e addirittura il ministro degli Interni, oltre a cercare di imporre una pressione sulle autorità accademiche dell’Università Roma 3.

 

Respingiamo la montatura vittimista costruita da Casa Pound su un episodio che ha semplicemente fatto prendere corpo al clima di odio e d’intimidazione fatto crescere attraverso Blocco Studentesco nella sua scalata alle elezioni universitarie, ribadiamo la necessità di sospendere da queste la lista del Blocco Studentesco e denunciamo l’unilateralità dei fermi effettuati stanotte dalle forze dell’ordine intervenute. Chiamiamo alla solidarietà, alla vigilanza e alla mobilitazione tutta la Roma democratica, antifascista, antirazzista e antisessista, a partire dalla conferenza stampa che svolgeremo alle 14 di oggi stesso sui fatti della scorsa notte nella sala consiliare dell’XI Municipio e dall’iniziativa già da tempo stabilita per lunedì 19 aprile alle 15 nella facoltà di Lettere di Roma 3 dall’Assemblea permanente dell’ateneo e dalla rete Ram, in preparazione del prossimo 25 aprile.

 

Roma, 14 aprile 2010

 

Rete Sociale XI Municipio

 

S’INVITANO TUTTE E TUTTI A PARTECIPARE ALLA CONFERENZA STAMPA DI OGGI E DI

FAR GIRARE IL PIU’ POSSIBILE QUESTO COMUNICATO

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vENERDì 26 mARZO 2010

tEATRO dEmErODE pRESENTA:
vOILà lE vARIETà


..signore e signori..
..come annunciato da tempo..
Torna a furor di popolo il Varieta' al Volturno!

Una serata a base di polvere da sparo, acrobati, clown, cavallerizzi, pompieri, trampolieri,

giocolieri, energia elettrostatica, le Sgirlies, il pesce a 6 teste,

il terribile Continua-a-scrivere-nomi-a-caso-per-riempire-quattro-righe, musicisti, il mitico mr. Madera,

la nonna di Superman, Biagioadaggio!

E ancora: trapezisti, particelle micro elementari, trucioli di commedia dell'arte, scampoli di teatro contemporaneo!

Accorrete numerosi!
Entrata gratis, uscita a cappello!

Nel Foyer: Esposizione di Cristiano Sornione

tEATRO vOLTURNO oCCUPATO
via volturno 37 - Roma - Termini 

 

 

 

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TeatroDeMeRode & volturno:occupato performing @ acquabenecomune

http://www.acquabenecomune.org

 

 

 

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 Otto persone, tra attivisti dei movimenti di lotta per la casa e persone sgomberate dalla ex scuola Tommaso Grossi a Centocelle, sono salite da circa un'ora sul Colosseo per protestare contro gli sgomberi e contro il piano casa del Comune di Roma. Lo riferisce il Coordinamento cittadino lotta per la Casa. «Chiediamo un incontro urgente al sindaco Alemanno prima del consiglio di lunedì sul Piano casa - spiegano dal Coordinamento - Contestiamo, da una parte che si continua ad affrontare problema della casa senza dare soluzioni e dall'altra che il Piano casa non prevede una quota sufficiente di alloggi popolari per dare soluzione alle tante emergenze: alle 42mila persone che da anni attendono nella graduatoria per l'assegnazione di case popolari».




 
 
 
  "Resteremo ad oltranza fino a quando non avremo risposte concrete all'amministrazione". Lo hanno annunciato gli otto manifestanti saliti sul Colosseo per protestare contro "la politica degli sgombri del sindaco Alemanno". Dalle finestre dell'anfiteatro spuntano due striscioni, dove si legge: "Mentre il piano casa va piano le nostre vite scorrono veloci" e "Una casa una vita". Dalla strada arrivano messaggi di solidarietà. "Questa amministrazione non sta facendo nulla per risolvere l'emergenza casa", ha commentato Luca Fagiano, del coordinamento 'Lotta per la casa'
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